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Feste popolari, feste di primavera

Feste e tradizioni popolari: festa dell’Ascensione.

L'Ascensione è una festa mobile, ma che ricorre sempre in piena primavera.
L'Ascensa dei Lombardi presenta nella vita popolare due motivi caratteristici: la purificazione e l'ascesa.
La credenza sostiene che allo scoccare della mezzanotte, l'acqua del mare diventi dolce, l'acqua delle fonti diventi benedetta, e si attendono guarigioni miracolose.
Per questo motivo: i pastori conducono le loro mandrie al mare o alle sorgenti.
In alcuni paesi, si andava a “passar l'acqua”, attraversando sette volte un corso d'acqua.
Il cibo tipico di questo giorno è il latte, che, sempre secondo la tradizione, ha carattere purificatorio; “pri fari lu cori jancu”, dicono in Sicilia.

In Abruzzo si mangiano latticini freschi, ma non si fa il formaggio, perché altrimenti le vacche resterebbero senza latte, secondo un'antica credenza popolare.
Per Venezia, l'Ascensione rappresenta il giorno del matrimonio del mare con la città.
L'entusiasmo del popolo toccava il culmine quando il doge saliva sul Bucintoro, e con lungo seguito di galere e gondole, da S. Marco usciva sul mare per lanciarvi il simbolico anello.
Inoltre: è ancora più conosciuta l'usanza della processione su di un colle vicino alle città o al paese. Ad Ascoli Piceno i fedeli salgono sul monte detto “monte dell'Ascensione”, e si dirigono verso una chiesetta della Vergine.
Una leggenda narra che in quel giorno si trovino i tesori nascosti, e presso un burrone si senta il telaio d'oro di S. Polisia.

Anche a Bologna si svolge una famosissima cerimonia per l’Ascensione, in onore della Madonna di S. Luca, la cui immagine sacra, il sabato, viene portata in città e posta nel Duomo, per poi essere riportata in processione al Santuario, il giovedì successivo alla festa dell'Ascensione.

Nella Carnia, per la ricorrenza dell’Ascensione, tutte le parrocchie portano la propria croce, per il noto “bacio delle croci”, con un'elevata ascensione alla Pieve di S. Pietro, sopra Zuglio.
La tradizione vuole che le virtù benefiche delle acque e delle erbe fossero anche nelle uova fatte in questo giorno, che venivano custodite come un tesoro; di qui l'antico detto, che troviamo già in una commedia del Cinquecento, “ non lo guarirebbe neppure l'uovo dell'Ascensione”; e l'altro ligure “gli par di avere l'ovo dell'Ascensione”.
Gioco tradizionale dei ragazzi nelle Marche (e un tempo anche a Roma) è quello di far correre in fila degli scarafaggi con una candelina accesa sul dorso, ripetendo “ Curri, curri, bacherò che domani è l'Ascensiò”.
A Firenze, invece, sempre per la festa dell’Ascensione, si dà vita alla popolare festa del grillo.

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