La
settimana Santa.
La festa di Pasqua, tradizioni e riti pasquali della settimana Santa.
Le tradizioni e cerimonie della Settimana
Santa.
Dopo il lungo periodo purificatorio
quaresimale, si festeggia l’inizio del ciclo annuale,
tradizione che ci è stata tramandata dalla religione ebraica.
L'agnello o capretto arrosto è
il tipico cibo per questa ricorrenza.
Le uova sono entrate nella tradizione solo dal Quattrocento
in poi.
In molte regioni esse vengono colorate, specialmente
in rosso, e usate nei dolci foggiati a forma di agnello, di colomba,
di gallo….
Tra i riti di purificazione ci sono anche le pulizie
di Pasqua e, per la domenica delle palme, la
sostituzione dei vecchi rami d'olivo; tipiche anche le
palme lavorate.
Così, nei giorni in cui le campane sono legate, con speciali strumenti
di legno, detti scarabattole o raganelle, i ragazzi fanno rumore in sostituzione
delle campane.
Il giovedì Santo la tradizione popolare
vuole l'addobbo dei Sepolcri: in Sardegna si usano i
“nenniris”, fasci di lunghi e pallidi steli di granaglie germogliati
al buio in una ciotola o in un piatto, legati con nastri e variamente
ornati, che vengono posti per terra nella Cappella del sepolcro.
Forme simili si trovano anche in Sicilia, Calabria e sul Gargano.
A Napoli usa lo “struscio”, una processione in cadenza ritmica
che da l'impressione di un fruscio. A Bari c’è una processione
dei fratelli della Congregazione del Carmine detti anche “perdune”:
essi, divisi in coppie, chiamate poste, distanziate, visitano i Sepolcri
.
Le manifestazioni più caratteristiche,
che spesso raggiungono grandiosità spettacolare, sono le
processioni figurative e drammatiche del giovedì
o del venerdì santo.
A Caltanissetta, partecipano ai Misteri del giovedì santo,
insieme con tutta la cittadinanza, i ceti (associazioni di mestieri),
recando i 15 grandiosi gruppi statuari della Passione.
A Barile del Vulture (Potenza) il pomeriggio del venerdì
santo la processione dei Misteri si snoda per un percorso di cinque chilometri.
Il corteo è aperto da tré centurioni a cavallo: seguono
tre bambine vestite in bianco, che rappresentano le tre Marie, e poi 33
in nero, che ricordano i 33 anni della vita di Cristo; e così in
un'interminabile processione seguono tutti i personaggi della Via
Crucis.
Il ruolo di Cristo spetta a un calzolaio
del paese, dopo un lungo digiuno preventivo per trovarsi in stato di grazia.
Vi figura, seguita a vista da due carabinieri, la zingara-indovina, sovraccarica
di monili d'oro prestati per l'occasione.
In alcuni paesi sopravvivono anche vere e proprie rappresentazioni. Celebre
è la passione di Sordevolo (Piemonte) che viene rappresentata all'aperto
su uno schema di Mons. Giulio Dati.
Più legati alla liturgia ufficiale sono
i “sermoni semidrammatici” di antica tradizione
venuta a noi da Bisanzio: a un certo punto del sermone, sopra una tavola
appositamente approntata, compaiono i personaggi di cui via via il sacerdote
va parlando.
In Abruzzo, con lo sciogliersi delle campane è in uso la “squilla”
: a Lanciano è la campana del Comune che suona ininterrottamente,
per chiamare tutti alla generale riconciliazione: e al suo richiamo ritornano
persino gli assenti lontani per assolvere a questo debito di cristiana
fratellanza e di vicendevole perdono.
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