Il
folclore nelle regioni.
La diffusione delle usanze folkloristiche nelle regioni d'Italia e in
Europa.
Nella maggioranza dei casi, un fatto folkloristico è diffuso sopra
un'area che può estendersi a parecchie regioni, e persino a più
continenti; per esempio: la caratteristica conca di rame è
usata dalle Marche meridionali a tutto l'Abruzzo fino
al Lazio meridionale e ai confini con la Campania.
Così nel canto lirico monostrofico popolare, mentre lo
strambotto o rispetto in endecasillabi, si è diffuso per
quasi tutta l'Italia dalla Sicilia al Piemonte,
in Friuli troviamo soltanto la villetta a quartine di ottonari,
in Sardegna il mutu o mutettu, pure a versi brevi e con particolare
struttura metrica e tecnica poetica.
Il pianto funebre, accompagnato da tutto un complesso rituale di gesti
e di grida, documentato soprattutto in Romagna fino ai primi decenni dell'Ottocento,
oggi è scomparso in questa regione, mentre sopravvive nell'area
dell'ex regno di Napoli e nelle isole.
Invece le stesse canzoni epico-liriche del tipo della
“Finta monachella” e dei “Tre tamburini”, che
si cantano dal Piemonte fin nell'Italia meridionale, si trovano diffuse
anche in Francia da cui certamente provengono, e nelle
limitrofe regioni della Spagna nonché nelle lontane
terre del Canada.
Quanto alle fiabe: “Cenerentola” è diffusa su 4 continenti;
“II drago delle sette teste” si racconta in tutti
i Paesi d'Europa.
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