Il
folklore: studi folkloristici e delle tradizioni popolari.
La scoperta del mondo popolare, in Italia, è
da ricondursi a interessi artistici e letterari.
L'interesse scientifico di questa materia, con piena coscienza del suo
valore documentario e culturale, si afferma più
tardi, specialmente col Vico e il Muratori. Nella “Scienza nuova”
è possibile trovare concezioni che precorrono e preparano alcune
delle teorie romantiche, sia per quanto riguarda i caratteri della mentalità
dell’ “infanzia del genere umano”, sia per la segnalazione
di quelle sopravvivenze che Vico chiama “rottami di antichità”.
Molto interessante, poi, è stata l'inchiesta napoleonica (1809-1811),
per tutto il Regno Italico e l'Italia centro-meridionale, riguardo i dialetti,
i costumi e l'indole delle popolazioni.
Un posto tipico a sé occupa il “Saggio sopra gli errori popolari
degli antichi” che Leopardi compose a soli 17 anni.
I primi a raccogliere i nostri canti popolari furono i romantici tedeschi,
a cominciare da Goethe, ma ben presto la partecipazione dei nostri letterati
alla discussione e alla raccolta dei materiali, si andò affermando,
specie per quanto riguarda la poesia popolare.
Nel periodo romantico domina l'opera di Tommaseo “Canti
popolari toscani, còrsi, illirici e greci” (Venezia,
1841-42): ed è fondamentale l'interesse che mostrò Mazzini
per la poesia popolare.
In realtà, la raccolta e la valorizzazione della poesia popolare
fu una delle componenti principali per la formazione dello spirito nazionale
durante, il nostro Risorgimento.
|