Gli
indovinelli popolari.
Gli indovinelli nella tradizione e nella letteratura popolare.
Quanto all'indovinello, Gaston Paris,
scrisse che in certe epoche ha rappresentato una parte importante nella
religione, nella filosofia e anche nella politica: Edipo, per aver risolto
l'enigma della Sfinge, divenne re di Tebe.
Per l'Italia, forse il più antico, e certamente uno dei primi documenti
in volgare, è l'indovinello veronese “Boves se pareva”
(VIII-X sec.), che svolge il noto paragone dei bovi che arano, con la
penna che scrive sulla carta.
Da allora l'indovinello è stato coltivato nella nostra letteratura
attraverso i secoli e ne hanno composti persino Galileo e Michelangelo
Bonarroti.
Presso il popolo, gli indovinelli sono sempre serviti
a stimolare l'ingegno e a divertire le brigate nelle
veglie.
Ecco, come esempio, un indovinello sull'indovinello: “Varie sembianze
e strane forme piglio, ma quanto scuro più, tanto più bello,
quei che già sa chi son, come m'appello, vien per saper chi son
meco a consiglio”.
È evidente il valore di gioco di gruppo, con lo
scopo di affinamento dell'intelligenza.
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