Tradizioni popolari e folklore
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La poesia popolare.
La poesia nella tradizione letteraria. Funzioni e forme poetiche tradizionali.

La nostra poesia popolare è sempre legata alle varie forme della vita pratica.
Essa serve a precisi scopi e trae la sua ispirazione, così come la ragione del suo conservarsi e diffondersi, dalla sua funzionalità.
Nel ciclo della vita umana, le ninne-nanne servono per addormentare i bambini, le filastrocche per baloccarli, le canzoncine per dare lo spunto ai loro giochi: i rispetti e gli stornelli come dichiarazione ufficiale, e non c'è pranzo di nozze che non sia ravvivato dai canti; infine per la morte, si hanno vòceri, lamenti.
Altrettanto dicasi per il corso dell'anno con i canti natalizi, le strenne, le pasquelle, i canti carnascialeschi, le “passioni” per la Settimana santa, le maggiolate.
Anche le canzoni epiche, ispirate a gesta avventurose o episodi drammatici, hanno avuto per secoli la funzione che ora è assolta dai romanzi e dai fumetti: e le canzoni interattive hanno rallegrato e tuttora rallegrano le serate trascorse in bisboccia nelle osterie.
La forma prevalente di tutta la nostra poesia popolare è il canto lirico monostrofico, cioè quello che racchiude in una sola strofa l'intero motivo poetico ispiratore: un sentimento, un pensiero, un motto, un omaggio, o anche un'arguzia o una satira dispettosa.

Tipi e forme di poesia popolare:

I principali tipi poesia popolare sono: lo “strambotto o rispetto”, lo “stornello”, la “villetta friulana” e il “mutu” sardo.

Le alte forme della letteratura popolare.

Filastrocche