Poesia
popolare: Lo strambotto.
Un forma poetica della poesia popolare.
Si distingue per l'antichità, la diffusione orale
e l'abbondanza di produzione.
Esso è sempre in endecasillabi, ma si presenta in due principali
forme:
- lo strambotto siciliano, in otto versi a rima alterna e
spesso a consonanza;
- il rispetto toscano in una quartina a rima alterna, seguita
in due riprese, che sono coppie di versi a rima baciata.
Esempio: “O sol che tè ne vai che tè ne vai... O
sol che tè ne vai su per que' poggi, fammelo un bei piacer, se
tu potrai: salutami il mio amor, non l'ho visto oggi. O sol che tè
ne vai su per que' peri, — salutameli un po' quegli occhi neri:
O sol che tè ne vai su per gli ornelli, salutameli un po' quegli
occhi belli. (Giannini, n. 213).
Le riprese possono essere più di due e in qualche caso formano
una lunga coda, oppure anche una sola.
Nell'Italia settentrionale, lo strambotto può avere qualche
variazione, specie nell'ordine delle rime.
Sembra che lo strambotto sia nato in Sicilia già nel Duecento e
si sia poi diffuso in Italia, specialmente in Toscana, che nel Trecento
e nei successivi secoli ne fu uno dei principali centri di creazione e
diffusione.
Anche nella seconda metà dell'Ottocento, se ne hanno espressivi
echi nella poesia del Carducci e dei suoi scolari, quale il Pascoli. |