La
musica popolare.
Strumenti musicali e canti popolari.
La poesia popolare va sempre considerata unita
alla musica popolare.
Nel campo della musicologia ha prevalso per molto tempo la tendenza a
riportare alcuni motivi musicali popolari a epoche antichissime.
Esistono alcune buone raccolte, sia singolarmente regionali, come quelle
del “Favara” per la Sicilia, del “Farà”
per la Sardegna, del “Pratella” per la Romagna, sia estese
a tutte, o quasi, le regioni d'Italia, come la collana pubblicata dalle
edizioni Ricordi.
Preziosa è oggi la registrazione di canti e melodie regionali,
specialmente ad opera del Centro nazionale per lo studio della musica
popolare, patrocinato dall'Accademia di S. Cecilia e dalla RAI. Alcuni
strumenti musicali popolari sono di tradizione millenaria, come il semplice
“flauto di canna” e le “launeddas”, a tre canne
di varia lunghezza.
Anche la “zampogna”, lo “zufolo”,
il “corno”, il “rombo”, la “buccina”,
appartengono all'antico mondo dei pastori e dei contadini.
Caratteristico è anche lo “scacciapensieri”,
che in siciliano è detto “nganalarruni”; e così
il “putipù” (una specie di tamburo), il “piffero”,
“l’ocarina”, diffusa nel bolognese
e qualche altro strumento. La chitarra e il mandolino
discendono da un mondo più alto e così l'armonica e la fisarmonica,
oggi in voga anche fra le classi rurali.
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e danze popolari.
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