La
superstizione: La medicina popolare.
La superstizione, i rimedi medici e la medicina tradizionale popolare.
La superstizione e la medicina del popolo
tra tradizioni, usanze e magia.
La medicina popolare presenta una estesissima
serie di credenze, usanze e pratiche spesso strane o addirittura assurde,
inoltre: gli avanzi dell'antica scienza medica ufficiale, ormai superata,
e concetti e applicazioni collegati con la magìa e con la superstizione.
Prima della scoperta della penicillina, il popolo
usava guarire le ferite con le muffe; e in Abruzzo,
contro il mal d'occhi, si consigliava “sughe de melarance”,
cioè quella vitamina che ora si somministra per iniezioni.
In realtà, quasi mai si può fare una netta separazione nella
medicina popolare tra il frutto di secolare esperienza
e il risultato dell'applicazione dei principi della magìa o di
credenze ricollegate con la superstizione e la religiosità
popolare.
Il termine magìa viene dai Magi, sacerdoti persiani,
che praticavano anche la guarigione e l'uso di poteri soprannaturali;
essa è divisa in magia bianca che ha scopi benefici, e magia nera,
dai poteri diabolici e con fini malefici.
Vi è poi una magia omeopatica, sul principio che
il simile produce simile, e una magìa contagiosa, sul principio
che basti anche un momentaneo contatto perché una forza benefica
o malefica si trasmetta da una persona ad un'altra.
Alla prima appartengono le pratiche contro la siccità che consistono
nel gettare acqua sulla statua del Santo; o l'altra abruzzese per guarire
il mal di milza, di appendere una milza di agnello sotto il camino e credere
che il male regredisca man mano che si dissecca; o anche le danze rituali
contro le presunte conseguenze del morso della tarantola.
Per la seconda basterà guardarsi dagli iettatori, toccando ferro,
o altri amuleti, come cornetti di corallo e simili: il ferro è
il metallo più usato per la difesa e il corno, a punta rosso fuoco,
proteggono contro il male.
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