Tradizioni popolari e folklore
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La superstizione popolare: segni e presagi.
Le previsioni di sventura tra sogni e smorfia.

Quando una persona starnuta e un amico, con bonario sorriso, gli augura “salute!”, continua una tradizione antica di almeno tre millenni.
Leopardi, nel suo “Saggio sopra gli errori popolari degli antichi”, scrive “Che il capo, dice Ateneo, fosse ritenuto sacro, apparisce dal costume di giurare per esso e di adorare pur come sacri gli starnuti che provengono dal capo. Aristotele, che chiama Dio lo starnuto, lo dice ancora sacro e santo”.
Quando fischia un orecchio, si dice che in quel momento qualcuno parla di noi.
Se si sparge del vino, si grida “allegria”; se si sparge del sale o dell'olio, si predice una disgrazia; ed è segno cattivo l'inciampare uscendo di casa.

A precisare il significato di un dato segno, interviene anche l'attribuzione di effetti benefici o malefici alla destra o alla sinistra; esempio: se fischia l'orecchio destro qualcuno parla bene di noi, se, invece, ci fischia il sinistro si parla male.
Per i friulani è il contrario: “Quand che busine l'orde drete, peraule maledete; se busine l'orde sampe, perau-le sante”.
Una simile ambivalenza presenta il numero 13: nefasto per i più quando si trovano in 13 a tavola: altri lo portano, metallico, come talismano.
Ne di Venere ne di Marte, non si sposa e non si parte, ne si da principio all'arte”.
Il nascere di venerdì è buon segno: per i Siciliani il “vinnirinu”, sarà forte e valoroso.
Sui segni della mano si fonda la chiromanzia, esercitata anche oggi da professionisti, che traggono buoni guadagni anche da clienti di non modesta cultura.
La oniromanzia, invece, trae pronostici dai sogni ed ha esempi noti già nella Bibbia.
A tal proposito, il Leopardi, nel citato “Saggio” afferma: “non s'ebbe forse pregiudizio più comune fra gli anticlii di quello di riguardare i sogni come forieri di qualche avvenimento”.
Gli antichi ritenevano il sogno come il messaggero della divinità, e sono celebri i sogni biblici.
“Un divin sogno a me scese nel sonno”, dice Agamennone nell'Iliade.
Senofonte sostiene: “Gli dei sanno tutto e lo fan sapere ad altri come loro piace, anche per mezzo dei sogni”.
E Dante (Inf. XXVI-7): “Ma se presso al mattin del ver si sogna...”.

L'oniromanzia ha classificato tutti i sogni più comuni e più significativi, dando a ciascuno un'interpretazione. Di là è nato il Libro dei sogni, che, però, se è compilato espressamente per chi gioca al lotto, si chiama a Napoli, la Smorfia.
Tra le interpretazioni più note al popolo sono: denti che cadono, perdita di persona cara; donne, chiacchiere; stereo, denaro; granturco, abbondanza. Vi opera spesso il principio magico del “simile che chiama il simile”.
La previsione del futuro, tramite l'osservazione degli astri, è detta astrologia che, ha anche dato l'avvio all'astronomia, ma è rimasta agganciata a principi magici e a primitive credenze mitiche sopravvivendo nella tradizione popolare.
Tra gli altri modi di prevedere il futuro, oltre la cartomanzia, che interroga le carte da gioco, c'è quello di interpretare il comportarsi di un setaccio, sospeso, fatto girare su se stesso, o guardato contro il sole e l'altro d'interrogare uno specchio, da cui risponderebbe il diavolo stesso. Più diffusa è la piromanzia, che trae auspici dal fuoco, dalle scintille e dalle fiamme che se ne sprigionano; ma si possono trarre gli oroscopi anche dall'acqua.

Superstizione e credenze popolari