Tradizioni popolari e folklore
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La dichiarazione di matrimonio nella vita e nella tradizione popolare.

Nel fidanzamento, la forma più tradizionale e diffusa è quella del corteggiamento e poi della dichiarazione.
In passato, i fidanzati avevano modo di incontrarsi nelle campagne, durante le veglie nelle case, o nelle stalle, che rappresentavano i festeggiamenti con cui si chiudevano i lavori agricoli.
Un altro momento in cui gli innamorati potevano incontrarsi era all'uscita della messa, la domenica; inoltre: le fiere, le feste patronali, il carnevale, le fontane.

Comunque: subito dopo gli approcci, si arrivava alla dichiarazione o richiesta ufficiale di fidanzamento.
La mattinata era generalmente il periodo della giornata scelto tradizionalmente per questa richiesta; all'alba, ma anche di notte (da qui il nome di serenata) il pretendente si recava, con amici, sotto le finestre della sua bella, a cantar d'amore, accompagnandosi con la chitarra o altri strumenti: la ragazza dava segno di gradimento, affacciandosi alla finestra, ad esempio, col lancio di un fiore; segni contrari dava in caso di rifiuto.

Nel Trentino, col nome di “mattinata”, si indicano tutti i canti popolari (rispetti o strambotti) con soggetto amoroso.
Una forma speciale di richiesta di fidanzamento (però già combinata tra le due famiglie) è la “pricunta”, ancor oggi usata in alcune zone della Sardegna; il pretendente, accompagnato dal padre e dagli amici, a cavallo e sparando fucilate, muove quasi per un assalto, verso la casa della ragazza: sulla porta si presenta il padre che ha accanto l'uomo della pricunta, cioè il poeta che svolgerà il dialogo con i sopravvenuti; il pretendente e i suoi accompagnatori fingono di cercare un'agnellina smarrita, rifugiata in quella casa. Dopo una serie di botte e risposte, il padre li invita a entrare e a cercare. Vengono così presentate al giovane, una ad una, tutte le donne di casa, l’ultima (la ragazza stabilita dalla famiglia) compare tuta vestita a festa; a questo punto il giovane, entusiasta, dichiara che lei è la ragazza che cercava e nel tripudio generale ha luogo la festa del fidanzamento.
Un’altra forma caratteristica, conservatasi specialmente in alcune regioni meridionali, come il Molise e la Basilicata (ma con qualche sopravvivenza anche nel Friuli e nel Piemonte), è quella del ceppo che l'innamorato pone la sera davanti alla porta della giovane: questa, se accetta, introduce in casa il ceppo, altrimenti lo lascia fuori dalla porta o addirittura lo respinge in mezzo alla strada.

Se il pretendente è incognito, il babbo della ragazza si prende in spalla il ceppo e gira per le strade del paese gridando: “chi ha inceppunata la figlia mea?”
Famoso è anche l'incarico di combinare le nozze dato a una persona di fiducia, conosciuta col nome di “mezzana” o “ruffiana”, pur senza significato spregevole; questo personaggio, l'antico “paraninfo”, che ha quasi veste giuridica, conduce le trattative fino alla conclusione, naturalmente dietro compenso.

Le nozze e matrimonio: le tradizioni popolari.