Tradizione
popolare: Il fidanzamento, i suoi riti e usanze.
La seconda tappa importante della vita umana, il matrimonio,
è costituito da una lunga sequenza di riti e usi
che regolano il corso dei rapporti tra i giovani dei due sessi, fino
alle nozze.
Sono soprattutto le ragazze che cercano di prevedere se si sposeranno
presto e quale sarà la condizione del futuro sposo.
Il rito si compie per Capodanno.
In Sardegna, la ragazza getta nel fuoco un rametto di ulivo: se la foglia
brucia e crepita, allora è segno positivo, se invece si consuma
lentamente, la ragazza aspetterà ancora un altro anno.
Un altro modo consiste nel gettare del piombo fuso nell'acqua: dalle forme
che assume nel solidificarsi si prevede se il marito sarà un falegname,
un marinaio, ecc.
In Romagna e altrove, si fa la prova dei tre fagioli: uno sbucciato
del tutto, uno a metà e uno con l'intera buccia; la ragazza li
mette sotto il cuscino, ben accartocciati, la sera dell'ultimo dell'anno
e la mattina svegliandosi ne prende uno a caso: se sceglierà quello
con tutta la buccia sposerà un riccone; altrimenti un uomo di media
condizione, o un povero.
Ci sono anche delle forme tradizionali con le quali la collettività
cerca di preparare e favorire i fidanzamenti: in Toscana i fidanzati
in prova si chiamano “befani”, in quanto il rito avviene nella
festa della Befana; vengono scritti su dei bigliettini i nomi del ragazzo
e della ragazza, che verranno estratti a sorte alternativamente, in modo
da formare le coppie in prova; per un certo periodo il giovane
si comporta come fidanzato con piccoli doni, dimostrazioni di
fedeltà, ricambiate dalla ragazza e se la prova è positiva
si fa il fidanzamento ufficiale.
In Piemonte: l'uso della prova di fidanzamento, forse venuto
d'Oltralpe, si attua per la festa di S. Valentino (14 febbraio) e perciò
i fidanzati in prova si chiamano “valentini".
|