Tradizioni popolari e folklore
Tradizioni | Folklore | Feste | Storia vita popolare | Letteratura popolare | Musica e danze popolari | Arte popolare | Superstizione

Tradizioni e vita popolare: La nascita nella tradizione popolare
Nella tradizione popolare tutta la vita dell'uomo, viene scandita da pratiche e credenze che danno all'umana vicenda una traccia e un significato.

Prima della nascita, sono degni di particolare attenzione: le pratiche per ottenere la fecondità della donna, quelle riguardanti la condizione della gestante, le previsioni del sesso del nascituro e i mezzi per assicurare un parto agevole.
La fecondità è considerata come un dono della Provvidenza: e quindi la sterilità, quasi come una punizione; tuttavia, per guarirla basta che una donna indossi la camicia di una che ha già avuto figli: ciò naturalmente, sul principio della magia per contatto.
Ma, nella sfera della religiosità popolare, la Santa più invocata è Sant'Anna alla quale si ricorda “trent'anni steste che figlioli non aveste, eppure di Maria foste mamma”.
Nel periodo della gestazione la donna, da un lato è considerata impura e quindi capace di danneggiare ciò che tocca (in Toscana e nel Veneto, fiori e piante), dall'altro la si ritiene più facilmente attaccabile dalle forze malefiche dalle quali, quindi, essa deve guardarsi.
Tra le prescrizioni, c’è quella di non portare collane o tessere matasse, non attraversare una cavezza o il timone di un carro poggiato a terra, perché altrimenti il parto sarebbe “legato”, o comunque impedito.
E, sempre sul principio della magia simpatica, deve astenersi da certi cibi, per esempio se mangiasse un'anguilla, suo figlio avrebbe il destino di morire annegato; in queste credenze, rientrano le voglie, che durante la gestazione esigono riguardi speciali; il principio basilare è che la donna incinta vada subito accontentata nei desideri che esprime, altrimenti il figlio nascerà con segni più o meno deformanti.
Si raccomanda, inoltre, alla futura mamma, quando sente una voglia, di non toccarsi, che dove lei si fosse toccata verrebbe al figlio il segno della voglia.
Spontaneo è poi il desiderio di conoscere quale sarà il sesso del nascituro; si usa prevederlo dalla forma del ventre della donna incinta, però talora con opposte interpretazioni.
In Emilia, il ventre a punta indica un maschio, mentre in Basilicata indica una femmina.
Si usa anche trarre l'oroscopo o da osservazioni della luna e da calcoli astronomici, o con la notissima prova della forcella, cioè: dello sterno di pollo spezzato a gara fra due contendenti: indicherà maschio il pezzo d'osso più corto, femmina quello con la “cuffia”.

L'infanzia del bambino: le fasi e cerimonie nella vita del bambino